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Dominio e hosting: quanto costa all'anno e cosa stai pagando davvero

Luxè Agency9 min di lettura
Dominio e hosting: quanto costa all'anno e cosa stai pagando davvero

Una volta l'anno arriva la fattura del sito: una riga, gestione sito, e un numero tondo. La paghi, perché il sito si vede e discutere costa più tempo di quanto valga la cifra. Dentro quel numero però ci sono quattro spese diverse, e la più piccola, il dominio, potrebbe non essere intestata a te.

Il dominio è il nome, l'hosting è lo spazio dove il sito resta acceso

Il dominio è il nome con cui ti trovano: tuaattivita.it. È lo stesso nome che sta dopo la chiocciola nelle tue mail e sui biglietti da visita, e non si compra una volta per sempre: si tiene con un rinnovo che torna ogni anno.

L'hosting è lo spazio dove il sito sta acceso: un computer sempre collegato che risponde quando qualcuno apre il tuo indirizzo. Se il sito fosse un negozio in centro a Forlì, il dominio sarebbe l'insegna e l'hosting il locale in affitto. L'insegna porta il tuo nome e la porti con te; il locale si cambia, e il sito ci si trasferisce identico.

Dominio e hosting possono arrivare dallo stesso fornitore e per questo si confondono, ma sono due contratti diversi. Le caselle di posta, info@tuaattivita.it, sono agganciate al dominio, non al sito.

Quanto costano dominio e hosting all'anno, voce per voce

Il dominio costa una quindicina di euro l'anno ed è l'unica voce con un prezzo che si può dire senza conoscere il tuo sito. Le altre tre dipendono da cosa il sito deve fare, e un numero detto prima di saperlo è un numero a caso.

Quattro voci, un prezzo certo: il dominio costa circa 15 euro l'anno, hosting, posta e manutenzione hanno il punto di domanda
Diffida di chi ti dà una cifra per hosting e manutenzione prima di sapere cosa deve fare il tuo sito

Lo spazio cresce con il lavoro che gli chiedi: il sito di poche pagine di un'officina di Cesena chiede poco, prenotazioni, negozio online e gallerie di foto chiedono di più. Quando confronti due offerte guarda il prezzo del rinnovo: se il listino ne scrive due, dal secondo anno paghi il secondo.

Le caselle di posta sono la voce che nessuno elenca. A volte stanno dentro lo spazio, a volte sono un servizio a parte che sale con il numero di caselle.

La manutenzione è lavoro di persone: controlli, aggiornamenti, copie di sicurezza, piccole modifiche. Cosa deve comprendere lo trovi in cosa comprende la manutenzione di un sito dopo la consegna; il prezzo per costruire il sito, che si paga una volta sola, in quanto costa un sito web a Forlì.

Se in fattura le quattro voci diventano una riga sola, non puoi confrontarle, ridurne una o verificare niente. Separate, si leggono così.

Le quattro voci dentro la spesa annuale di un sito
VoceCos'èQuanto costa all'annoCosa sposta il prezzo
DominioIl nome: tuaattivita.itUna quindicina di euroL'estensione: .it, .com, altre
HostingLo spazio dove il sito resta accesoDipende dal sitoPrenotazioni, negozio online, molte foto
Caselle di postaGli indirizzi @tuaattivita.itDipende dalle caselleNumero di caselle e spazio
ManutenzioneLavoro di persone sul sitoDipende da cosa includeModifiche, controlli, copie di sicurezza

Perché il dominio va intestato alla tua attività, non a chi ti fa il sito

Perché chi risulta intestatario decide: è l'unico che può spostare il dominio, cederlo e ricevere il codice per farlo. Chi paga la fattura, se non è anche l'intestatario, non decide niente.

Se il dominio della tua pasticceria a Cesenatico risulta di qualcun altro, non ne esiste un secondo da comprare altrove, e con il nome restano a lui anche le caselle dove ricevi gli ordini.

Un sito si rifà. Il nome con cui ti trovano da anni, no.

Per anni non succede niente, per questo nessuno controlla. Poi arriva uno di questi giorni:

  • Cambi fornitore. Il codice per spostare il nome spetta all'intestatario: se il rapporto si è chiuso male, diventa una trattativa sul tuo stesso nome.
  • Il fornitore sparisce. Chiude o smette di rispondere, e intanto le scadenze corrono da sole.
  • Il rinnovo salta. Gli avvisi arrivano a chi gestisce il dominio: se non sei tu, lo scopri la mattina in cui sito e posta non rispondono più.
  • Il nome torna libero. Un .it cancellato, finito il periodo in cui si può ancora recuperare, torna disponibile per chiunque, compreso il concorrente della via accanto.

Ogni anno le due situazioni costano uguale. Cambiano tutto il giorno in cui qualcosa va storto.

Dominio intestato alla tua attività o a chi ti ha fatto il sito
QuandoIntestato alla tua attivitàIntestato a chi ti ha fatto il sito
Cambi fornitoreIl codice per spostarlo spetta a teIl codice lo deve dare lui
Il fornitore non rispondeLo chiedi al registrar o al Registro .itResta una contestazione formale
Vendi o cedi l'attivitàLo cedi tu, con il codiceDecide lui
Le chiavi tecnicheLe dai tu a chi vuoiLe tiene lui

Noi di Luxè Agency, a Forlì, abbiamo una regola scritta che non si tratta: il dominio si intesta al cliente, sempre, anche quando lo registriamo noi per suo conto, con i suoi dati e una mail che qualcuno legge davvero. La stessa regola vale per il profilo della tua attività su Google: accesso a nome tuo, anche se lo cura qualcun altro. Un fornitore che ti tiene per il dominio ti sta dicendo, senza dirlo, che senza quel vincolo non è sicuro che resteresti.

La regola ha un rovescio. Se il dominio è tuo e lo affidi a un tecnico di fiducia, alcuni passaggi li fa lui, per esempio la riga di verifica che collega il sito agli strumenti di Google. Per chi ti fa il sito è un giro in più, ed è giusto così: chi ha le chiavi di casa apre la porta.

Come controlli sul Registro .it a chi è intestato il tuo dominio

Se il dominio finisce in .it, apri la ricerca Web Whois del Registro .it, che consulta gratis l'archivio ufficiale dei domini italiani, scrivi il nome senza www e guarda la riga Registrante: è l'intestatario.

Nella stessa scheda trovi la data di scadenza e il registrar, cioè l'azienda autorizzata presso cui il dominio è registrato: questi due dati si vedono sempre. Il nome dell'intestatario compare se è una società. Se è una persona, una ditta individuale o un libero professionista senza consenso alla pubblicazione, trovi scritto hidden, cioè nascosto, come prevede la politica del Registro .it sui dati pubblici.

Una riga dice di chi è: nella scheda del Registro .it per tuaattivita.it è cerchiata la riga Registrante
Registrar e contatto tecnico possono essere di chi ti ha fatto il sito, il Registrante no

Se chi ti ha fatto il sito compare come registrar o come contatto tecnico, è normale: lo gestisce lui. Se compare come Registrante, il nome della tua attività è suo. Per un .com c'è la ricerca pubblica dell'ICANN: mostra scadenza e registrar, ma l'intestatario può essere oscurato per riservatezza.

Quando l'archivio non basta, cerca nella tua posta la parola rinnovo insieme al nome del dominio: se in anni non hai mai visto un avviso, gli avvisi vanno a qualcun altro. Poi chiedi per iscritto.

Cosa succede alla posta quando cambi chi ti tiene il sito

Se cambi solo chi ti tiene il sito, la posta non deve accorgersene, perché le caselle sono agganciate al dominio. Nelle impostazioni del dominio una riga dice dove sta il sito e un'altra dove sta la posta: nel passaggio si cambia la prima, la seconda resta com'era.

Diverso è quando le caselle stanno nel pacchetto del vecchio fornitore: vanno spostate, con i messaggi, prima di chiudere il contratto. Se cambi anche il sito, c'è un secondo trasloco, quello degli indirizzi delle pagine, che spieghiamo in come rifare il sito senza perdere le posizioni su Google.

Poi c'è il guasto più banale, la scadenza: se il rinnovo salta, sito e caselle smettono di funzionare finché qualcuno non rinnova. Le scadenze di dominio e posta vanno in un calendario che guardi davvero, e gli avvisi devono arrivare a un indirizzo che leggi, non alla casella che sta per scadere.

L'avviso arriva nella casella che scade: la mail di scadenza è indirizzata proprio a info@tuaattivita.it, cerchiata
Fai arrivare gli avvisi di dominio e posta a un indirizzo che non dipende da quello che scade

Cosa chiedere per iscritto a chi ti fattura il sito

Basta una mail con cinque domande. Chi lavora in modo pulito risponde con nomi e dati, non con rassicurazioni.

  1. A nome di chi risulta intestato il dominio? Deve essere la ragione sociale della tua attività, come in visura.
  2. Mi mandate il codice per trasferirlo? Per i .it si chiama authinfo, e il registrar lo deve rilasciare all'intestatario. Averlo non vuol dire andarsene: vuol dire poterlo fare.
  3. Chi riceve gli avvisi di scadenza, e come entro nel pannello dove si rinnova?
  4. Potete separare in fattura dominio, hosting, posta e manutenzione? Ognuna con il suo prezzo di rinnovo.
  5. Dove stanno le caselle di posta? E come si spostano, se un giorno cambiamo.

Le risposte che non sono risposte suonano tutte uguali: ci pensiamo noi, è tutto a posto, non serve che tu ci entri. Se stai ancora scegliendo a chi affidare il sito, il resto del ragionamento sta in come scegliere fra un'agenzia web e un freelance.

Se il dominio non è a tuo nome, si sposta con il codice di chi lo tiene

Se il dominio risulta di chi ti ha fatto il sito, c'è una procedura ordinaria del Registro .it, il cambio di registrante: chi lo tiene ti comunica il codice e il registrar sposta l'intestazione sulla tua attività. Chiedilo adesso, mentre i rapporti sono buoni: la stessa domanda pesa in un altro modo se la fai mentre stai già andando via. Se non collabora, resta l'opposizione presso il Registro .it, che però non ti restituisce il nome in automatico: apre una procedura per risolvere la contestazione.

Il quadro completo sta nella guida al sito web per le aziende di Forlì; come consegniamo i siti per le attività della Romagna, dominio a nome del cliente compreso, nella pagina dedicata. Se vuoi, mandaci il nome del tuo dominio e l'ultima fattura del sito: ti diciamo a chi risulta intestato e cosa c'è dentro, anche se poi non lavoriamo insieme.

Chi ha scritto questo articolo

Luxè Agency costruisce siti e gestisce la presenza online delle attività di Forlì, Cesena e della Romagna. Scriviamo di quello che facciamo tutti i giorni: siti che devono portare richieste, non fare scena.

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