Restyling sito web
Restyling del sito web a Forlì: Rifallo senza perdere quello che hai già.
Luxè Agency rifà e sistema i siti delle attività di Forlì, Cesena e della Romagna. Prima guardiamo dove sta il guasto, poi decidiamo cosa si tiene: dominio, caselle email, le pagine che Google mostra già, la scheda e le recensioni restano tuoi.
In breve
- Cosa comprende
- Un controllo del sito che hai, la scelta scritta fra sistemare e rifare, il sito nuovo, il trasloco delle vecchie pagine verso le nuove, dominio e accessi intestati a te.
- Quanto costa
- Se si rifà: sito vetrina da 500 euro, sito strutturato da 1.000 euro. Prenotazioni, vendita online e integrazioni su preventivo. Se basta sistemare, il preventivo riguarda solo le voci da correggere, riga per riga.
- Quanto ci vuole
- Di solito circa tre settimane dal via. Il lavoro vero sono pochi giorni: il resto dipende da quando arrivano testi, foto e accessi, compresi quelli che ha il vecchio fornitore.
- Contratti
- Nessun contratto a lungo termine.
- Risposta
- Entro 24 ore lavorative, dalla stessa persona che segue il lavoro.
Cosa comprende ogni fascia: quanto costa un sito web a Forlì.
Sistemare o rifare: dipende da dove sta il guasto
Un sito non si giudica dagli anni che ha. Sopra ci sono testi, foto, contatti e menu: la facciata, che si rimette a posto pezzo per pezzo. Sotto ci sono la struttura delle pagine, la base tecnica e le chiavi per entrarci. Se cede una di quelle, conviene ripartire.
C'è anche il caso di mezzo: tanti problemi di facciata su una base vecchia. Lì si decide con due preventivi affiancati, uno per sistemare e uno per rifare, scritti voce per voce. Il ragionamento intero è in rifare o sistemare il sito aziendale.
| Problema | Cosa si fa | Perché |
|---|---|---|
| Testi vecchi o generici | Si sistema | Si riscrivono pagina per pagina |
| Foto di repertorio o di anni fa | Si sistema | Si cambiano, la pagina resta |
| Sito lento dal telefono | Quasi sempre si sistema | Di solito pesano foto e funzioni inutili |
| Telefono e orari sbagliati | Si sistema | Sono righe di testo |
| Pagine in disordine | Si sistema | Si rifà il menu, non il sito |
| Servizi nuovi che non trovano posto | Si rifà | Serve una struttura nuova |
| Base tecnica che non si aggiorna più | Si rifà | Ogni intervento sopra è a rischio |
| Accessi che non riesci a riavere | Si rifà | Senza chiavi non si tocca niente |
Cosa non si perde
Rifare il sito vuol dire cambiare quello che si vede, non buttare quello che hai costruito in anni. Quattro cose restano dove sono, e il lavoro comincia mettendole al sicuro.
Il dominio
L'indirizzo resta lo stesso, intestato alla tua attività. Il sito nuovo va online lì, al posto del vecchio.Le caselle email
Restano sul dominio. Se oggi stanno con lo stesso fornitore del vecchio sito, si spostano prima di spegnerlo, non dopo, così nessun messaggio resta per strada.Le pagine che portano visite
Prima di toccare niente facciamo la lista dei vecchi indirizzi. Ognuno viene reindirizzato alla pagina nuova che parla della stessa cosa, e i testi con cui i clienti ti trovano si tengono.Scheda Google e recensioni
Non si toccano: si aggiorna il link, perché porti alla pagina giusta del sito nuovo. Come si tiene la scheda lo spieghiamo nella pagina sulla visibilità locale.
Gli accessi, prima di tutto
Il caso più comune è anche il più fastidioso: il sito l'ha fatto qualcuno che non risponde più, e nessuno sa dove siano le password. Prima di disegnare una pagina mettiamo in fila tre accessi: il dominio, lo spazio dove sta il sito, le caselle di posta.
Il dominio
Si controlla a chi è intestato. Se è intestato al vecchio fornitore, il primo passo è il cambio di intestatario. Se è già tuo e il fornitore non ti dà il codice per spostarlo, per i domini .it puoi rivolgerti al Registro .it, che accetta la richiesta del titolare quando il fornitore non è rintracciabile o si rifiuta.
Lo spazio del sito e la posta
Servono le credenziali del pannello, o almeno che il fornitore esporti la posta prima del trasloco. Senza quelle si costruisce il nuovo, ma non si spegne il vecchio.
Chi li chiede
La richiesta la fa il titolare dell'attività, perché è lui l'intestatario. Noi ti diciamo cosa chiedere e a chi.
Alla fine, tutto a nome tuo
Dominio, accessi, scheda Google. Scritto, non promesso a voce.
Accessibilità: chi è obbligato, e cosa conviene fare comunque
Dal 28 giugno 2025 si applicano le regole europee sull'accessibilità, la direttiva 2019/882 recepita in Italia dal decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82. Riguardano alcuni servizi, fra cui il commercio elettronico, e lasciano fuori le microimprese che forniscono servizi: meno di dieci persone e un fatturato annuo, o un totale di bilancio, fino a due milioni di euro. Un sito vetrina che racconta l'attività e finisce con un numero di telefono non rientra. Se dal sito si compra, il caso va guardato con un consulente.
L'obbligo può non esserci, il cliente che non riesce a leggerti sì. Quando rifacciamo un sito, testo leggibile, contrasti a norma, pulsanti che si premono al primo colpo e moduli in ordine sono dentro il lavoro, non una voce a parte. Chi riceve la mail che dice il contrario trova le fonti in obbligo di accessibilità, chi deve adeguarsi davvero.
Quanto ci vuole davvero
Il lavoro vero sono pochi giorni. Il calendario è un'altra cosa, e di solito arriva a circa tre settimane dal via: lo decidono quando arrivano testi, foto e accessi, e quanto serve per approvare la prima versione, che si guarda dal telefono.
In un rifacimento c'è un passaggio in più: il trasloco. Si prepara mentre il sito nuovo si costruisce, e il sito nuovo va online solo quando la lista dei vecchi indirizzi è pronta. Le fasi, una per una, sono in quanto tempo serve per fare un sito.
Gli errori che non rifacciamo due volte
- Ripartire dalla graficaSi riparte dai clienti: chi sono, cosa cercano, cosa chiedono al telefono.
- Un modello già pronto con il tuo logo sopra
- Dominio e accessi a nome di altri
- Pensare che finisca alla consegnaUn sito che nessuno tiene torna vecchio in fretta.
Le domande che ci fanno
Rifacendo il sito perdo le posizioni su Google?
Il rischio c'è se le vecchie pagine spariscono senza lasciare un indirizzo. Per questo prima facciamo la lista dei vecchi indirizzi, e ognuno viene reindirizzato alla pagina nuova che parla della stessa cosa. I testi con cui i clienti ti trovano già si tengono, o si migliorano senza cambiarne l'argomento.
Perdo le caselle email?
No. Le caselle stanno sul dominio, che resta tuo. Se oggi sono con lo stesso fornitore del vecchio sito, si spostano prima di spegnerlo, non dopo.
Il dominio è intestato al vecchio fornitore: cosa si fa?
Si chiede il cambio di intestatario, perché il dominio deve essere della tua attività. Se invece è già intestato a te e il fornitore non ti dà il codice per spostarlo, per i domini .it il Registro .it accetta la richiesta direttamente dal titolare quando il fornitore non è rintracciabile o si rifiuta.
Quanto costa rifare un sito?
Come un sito nuovo: da 500 euro per un sito vetrina, da 1.000 euro per un sito strutturato. Prenotazioni, vendita online e integrazioni si preventivano a parte. Se basta sistemare, si paga solo il lavoro sulle voci da correggere, preventivato riga per riga.
Quanto tempo serve?
Di solito circa tre settimane dal via. Il lavoro vero sono pochi giorni: il resto dipende da quando arrivano testi, foto e accessi, compresi quelli che ha il vecchio fornitore.
Il mio sito deve essere accessibile per legge?
Dipende da cosa fa. Le regole europee in vigore dal 28 giugno 2025 riguardano alcuni servizi, come il commercio elettronico, ed escludono le microimprese che forniscono servizi. Un sito vetrina di solito non rientra; se vendi online, il caso va verificato con un consulente. I siti che costruiamo sono leggibili comunque.
Mandaci l'indirizzo del sito che hai.
Ti diciamo cosa sistemeremmo, cosa rifaremmo e perché, prima di parlare di prezzo. Se basta sistemare, te lo diciamo.
Rispondiamo entro 24 ore lavorative, e risponde la stessa persona che segue il lavoro.
