Rifare il sito senza perdere le posizioni su Google: cosa serve

Il sito nuovo va online di venerdì. È più bello del vecchio, si apre più in fretta, finalmente ci sono le foto giuste. Il lunedì il telefono suona meno e nessuno sa dire perché. Il sito non è sbagliato: sono cambiati gli indirizzi delle pagine, e a Google nessuno ha detto dove sono finite.
Perché un sito rifatto perde le posizioni su Google
Un sito rifatto perde le posizioni perché cambiano gli indirizzi delle pagine e nessuno lo dice a Google. Ogni pagina ha il suo indirizzo: i servizi, il lavoro che sai fare meglio, l'articolo di tre anni fa che ti porta gente ancora adesso. Negli anni Google li ha imparati uno per uno, e a chi cerca quello che vendi mostra la pagina giusta, non la porta d'ingresso.
Quando rifai il sito gli indirizzi cambiano quasi sempre, perché cambia il modo in cui le pagine sono organizzate: due si fondono in una, una si divide in tre, una sezione cambia nome. Il vecchio indirizzo però non sparisce il giorno in cui spegni il vecchio sito. Resta dentro Google, nei messaggi WhatsApp mandati ai clienti, nel profilo Instagram, nel codice stampato sul volantino, nei preferiti di chi torna da te ogni anno, e continua a mandare persone davanti a una pagina che non c'è più.
Un rifacimento senza rimandi non sposta il tuo sito. Ne chiude uno e ne apre un altro.
Se stai ancora decidendo se rifarlo, la domanda è un'altra e l'abbiamo affrontata in rifare o sistemare il sito aziendale. Qui rifarlo è deciso: il rischio non è più sbagliare la scelta, è sbagliare il trasloco.
Il trasloco degli indirizzi si fa in quattro passaggi
Il trasloco degli indirizzi è il lavoro che porta ogni vecchio indirizzo alla pagina nuova giusta, e si fa in quattro passaggi.
Immagina un barbiere di Forlì che si sposta di due vie. Se sulla saracinesca vecchia attacca un foglio con scritto ci siamo spostati e la via nuova, chi trova la porta chiusa cammina cinque minuti e lo ritrova. Se non lo attacca, quella persona pensa che abbia chiuso. Sul sito quel foglio si chiama rimando permanente: chi apre il vecchio indirizzo, persona o Google, arriva da solo su quello nuovo. Serve un cartello per ogni pagina, non uno per tutto il sito.

- Fai la lista prima. L'indirizzo di ogni pagina che esiste oggi, comprese le vecchie offerte e le pagine che nessuno linka più ma che Google mostra ancora.
- Abbina una per una. Accanto a ogni vecchio indirizzo si scrive la pagina nuova che ne prende il posto. Se una pagina sparisce davvero, porta alla cosa più vicina che hai.
- Metti i rimandi il giorno del cambio. Ogni vecchio indirizzo porta da solo al nuovo, senza passaggi intermedi.
- Controlla, non sperare. Nei primi giorni si riaprono i vecchi indirizzi, uno per uno, e si guarda dove portano davvero.
È quello che chiede Google nella sua guida allo spostamento di un sito con cambio degli indirizzi: rimandi permanenti, decisi indirizzo per indirizzo e tenuti il più a lungo possibile, in genere almeno un anno. Messa per iscritto, la lista ha una riga per pagina. Prendi come esempio un'officina di Forlì che nel sito nuovo raccoglie le gomme in una pagina sola.
| Vecchio indirizzo | Dove porta nel sito nuovo | Perché |
|---|---|---|
| /servizi | /officina | La sezione ha cambiato nome |
| /tagliando | /tagliando | Stessa pagina, riscritta meglio |
| /gomme-estive | /gomme | Due pagine diventano una |
| /gomme-invernali | /gomme | Due pagine diventano una |
| /offerta-estate | /gomme | Offerta finita: la cosa più vicina |
Il giorno del cambio c'è una cosa da non toccare: la posta. Il modo più comune di perderla è sostituire in blocco le impostazioni del dominio con quelle suggerite dal nuovo fornitore: il sito si accende, le mail smettono di arrivare e te ne accorgi giorni dopo. La regola è semplice: prima del cambio si annota com'è impostato tutto, poi si toccano solo le voci del sito, e dopo si controlla che quelle della posta siano rimaste identiche. Perché le caselle dipendono dal dominio lo spieghiamo in cosa paghi ogni anno fra dominio, hosting e posta.
Le pagine che Google mostra già a chi cerca in Romagna non si buttano
Le pagine del vecchio sito che compaiono già nelle ricerche della tua zona sono posizionamento guadagnato, e gratis. Nel rifacimento entrano nella struttura nuova come pagine vere, con il loro argomento.
Quando si rifà un sito, la prima lista da guardare è questa: quali pagine Google mostra già, e per quali ricerche. Una pagina sul tagliando che esce quando qualcuno cerca un'officina a Forlimpopoli ha già fatto la sua strada, una pagina nuova deve ancora cominciarla. Si riscrive meglio, si aggiorna, ma resta una pagina sul tagliando.
L'errore più comune è il rimando unico: tutti i vecchi indirizzi mandati alla home page. Sembra una scorciatoia ed è il modo più rapido per buttare quel posizionamento, che nessuno ti restituisce. Chi cercava una cosa precisa si ritrova davanti a una pagina che parla di tutto e ricomincia a cercare, spesso da un concorrente. Anche Google, nella stessa guida, chiede di non mandare molti indirizzi vecchi a un'unica destinazione come la home. La regola è corta: mai tutto sulla home.

Lo stesso vale per i testi vecchi. Ti sembrano brutti, magari lo sono, ma è con quelle parole che le persone ti trovano. Se il sito nuovo le sostituisce con tre frasi eleganti che non nominano mai quello che fai, hai cambiato vestito e mestiere insieme.
Cosa salvare del vecchio sito prima di spegnerlo
Prima di spegnere il vecchio sito si mettono da parte sei cose, perché il giorno dopo non esistono più da nessuna parte:
- L'elenco completo degli indirizzi delle pagine che hai adesso.
- I testi vecchi, anche quelli brutti: sono le parole con cui ti trovano.
- Le foto originali, non le copie già rimpicciolite dal sito.
- Dove arrivano oggi i messaggi del modulo di contatto, e chi li legge.
- Quante richieste ti arrivavano al mese, e da dove arrivavano.
- Le pagine che ti portavano gente, prima di decidere di toglierle.
Senza il conto delle richieste di prima, a lavoro finito ti resta solo una sensazione, ed è buona per almeno un mese, perché il sito è nuovo e ti piace guardarlo. Come si tiene quel conto lo spieghiamo in come capire se il tuo sito funziona davvero.
Dopo quanto si vede se il sito rifatto funziona?
Si vede a sessanta giorni, non il giorno della consegna. Google deve ripassare dalle pagine e capire cosa è cambiato: nella stessa guida scrive che lo spostamento può richiedere alcune settimane, e che nel frattempo la visibilità può variare.
La verità scomoda è che il giorno della consegna è il momento in cui si sa meno di tutto. Il sito è bello, nessuno l'ha ancora cercato, nessun cliente ha provato a scriverti dal telefono. Un rifacimento si giudica a sessanta giorni, con tre controlli:
- Vecchi indirizzi: si riaprono uno per uno e si guarda dove portano.
- Pagine trovate: si rifanno le ricerche di prima, per vedere se Google mostra di nuovo le pagine giuste.
- Richieste come prima: si mette il conto delle richieste accanto a quello di prima del cambio.

È un appuntamento da segnare sul calendario il giorno della firma. Se qualcosa si è perso per strada, a sessanta giorni si vede ancora e si rimette a posto. A sei mesi ti sei abituato a un telefono che suona meno e dai la colpa al mercato.
Tre domande da fare a chi ti rifà il sito, prima di firmare
Non servono competenze tecniche per farle, e le risposte dicono molto.
- Chi scrive la lista delle pagine di oggi, e quando me la fate vedere? La risposta giusta è un nome e un momento, prima della messa online.
- Dove vanno gli indirizzi delle pagine che spariscono? La risposta giusta dice dove va ciascuno. Se vanno tutti sulla home, sai già cosa aspettarti.
- Chi controlla dopo, quando, e cosa mi mandate? Se il rapporto finisce il giorno in cui il sito va online, il controllo tocca a te, senza sapere cosa guardare.
La terza domanda ne apre una più grande, chi tiene il sito dopo la consegna e fino a dove, che trattiamo in cosa comprende la manutenzione di un sito. Noi di Luxè Agency, a Forlì, consigliamo di fare queste tre domande per iscritto, a chiunque ti rifaccia il sito: cosa deve comprendere un sito fatto bene lo trovi nella pagina sui siti web per le attività della Romagna. Il quadro completo sta nella guida a cosa serve davvero al sito di un'azienda di Forlì.
Se il sito nuovo è già online, i rimandi si mettono anche adesso
Se il sito rifatto è online da qualche settimana e senti che è calato qualcosa, non aspettare di esserne sicuro. I vecchi indirizzi si controllano anche adesso e i rimandi si aggiungono dopo: è peggio che averli messi prima, ma meglio che lasciare le pagine vuote.
Mandaci l'indirizzo del sito nuovo e, se lo ricordi, quello del vecchio: guardiamo dove portano oggi i tuoi vecchi indirizzi e quali pagine sono rimaste per strada. Se il sito lo devi ancora rifare, è la conversazione da fare adesso, non il lunedì dopo la consegna.
Chi ha scritto questo articolo
Luxè Agency costruisce siti e gestisce la presenza online delle attività di Forlì, Cesena e della Romagna. Scriviamo di quello che facciamo tutti i giorni: siti che devono portare richieste, non fare scena.
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