Il tuo sito sta perdendo clienti: 5 segnali da non ignorare
Riscritto per intero: per ogni segnale la prova da fare dal telefono, la causa tipica e il rimando all'approfondimento, con la tabella della diagnosi.

Il bello dei clienti persi è che non li vedi. Non lasciano un biglietto e non si lamentano: aprono il sito, non trovano quello che cercano e vanno da qualcun altro. Ci sono però cinque segnali che si vedono da fuori, e quattro si controllano dal telefono in pochi minuti.
Quattro segnali sono cause, il quinto è il risultato
Dei cinque segnali uno solo misura quello che ti interessa: le richieste. Gli altri quattro sono i motivi per cui le richieste non arrivano. Per questo la diagnosi parte dall'ultima riga e risale: prima si conta quante richieste porta il sito in un mese, poi si cerca dove si perdono. Come si contano, con un foglio accanto al telefono e una domanda a chi chiama, lo spieghiamo in come capire se il sito porta clienti.
Noi di Luxè Agency, a Forlì, la vediamo così: chi cambia la grafica, o rifà il sito, senza aver contato le richieste sta curando un sintomo scelto a caso. Si parte dall'ultima riga.

Messi in fila, i cinque segnali stanno in una tabella: per ognuno la prova da fare e la causa che si trova più spesso.
| Segnale | La prova | La causa tipica |
|---|---|---|
| Velocità | Apri il sito con i dati, fuori dal wifi | Foto caricate troppo grandi |
| Telefono | Leggi una pagina senza ingrandirla | Testi piccoli, pulsanti stretti |
| Prima schermata | Mostrala a uno che non ti conosce | Uno slogan al posto del mestiere |
| Cerca mestiere e città in incognito | Pagine che non dicono servizio e zona | |
| Richieste | Contale per un mese | Una delle quattro cause sopra |
Il sito si apre lento con i dati del telefono
Il primo segnale si controlla in strada, non in negozio. Apri il tuo sito dal telefono con i dati mobili, fuori dal wifi, e guarda quanto resti davanti alla pagina bianca. Se aspetti tu, che sai cosa c'è dietro, chi non ti conosce ha ancora meno pazienza.
Le cause di solito sono tre: foto caricate grandi come escono dalla macchina fotografica, funzioni che il sito si porta dietro senza usarle, troppe cose che partono tutte all'apertura. Quasi sempre si sistemano senza rifare niente. Come, e cosa ti costa intanto la lentezza, lo trovi nel pezzo sul sito lento e quanto ti costa.
Dal telefono il sito è scomodo da leggere e da toccare
Il secondo segnale si vede con il pollice. Apri una pagina qualsiasi e prova a leggerla senza allargarla con due dita, poi tocca il menu e il numero di telefono. Se devi ingrandire, se il dito prende il pulsante accanto, se il menu copre mezza pagina, il sito è stato pensato su uno schermo grande e poi ristretto.
Chi ti cerca dalla macchina o in pausa pranzo ha in mano il telefono, non il computer, e non si mette a ingrandire. Testi leggibili, pulsanti larghi e colori ben distinti non servono solo a chi vede poco: servono a tutti. Perché conviene sistemarli, obbligo o no, lo spieghiamo nel pezzo sull'accessibilità del sito per le piccole attività.
La prima schermata non dice cosa fai né come contattarti
Il terzo segnale si vede con gli occhi di un estraneo. Fai aprire la home a qualcuno che non ti conosce, un amico che abita a Bologna, e dopo un momento chiedigli tre cose: cosa fai, dove lavori, come ti contatta. Se esita su una delle tre, la prima schermata sta parlando d'altro.
Di solito parla di te: una frase come "Qualità e passione al tuo servizio", una foto presa da un archivio, la storia dell'azienda. Il visitatore la legge e si chiede: sì, ma cosa fai? Una prima schermata che lavora dice il mestiere e la zona con le parole del cliente, mostra un lavoro vero e mette il numero dove il pollice lo trova.

L'ordine giusto dei blocchi lo abbiamo smontato nell'anatomia della home page che converte. Perché una foto comprata toglie fiducia anche alle pagine vere lo trovi nel pezzo sulle foto per il sito, quelle vere e quelle finte.
Su Google non compari per il tuo mestiere a Forlì
Il quarto segnale si controlla in una finestra in incognito, così Google non ti mostra i risultati addolciti dalle tue visite di sempre. Cerca il tuo mestiere con il nome della città, per esempio gommista Forlì o estetista Forlimpopoli, e guarda se compari sulla mappa, fra i risultati o in nessuno dei due.
Se non ci sei, di solito il sito non dice in chiaro cosa fai e dove: una pagina sola con tutti i servizi in fila, la città scritta solo in fondo accanto alla partita IVA, nessuna pagina per il servizio che ti fa il fatturato. Come sceglie Google chi mostrare, e cosa serve per entrare in quelle ricerche, lo spieghiamo per intero nel pezzo su come farsi trovare su Google a Forlì.
Dal sito non arriva nessuna richiesta: il segnale da cui si parte
Il quinto segnale è l'unico che parla di soldi: se il sito è online da mesi e non ti ha portato una richiesta, non sta lavorando. Prima di dare la colpa al sito, però, conviene fare due controlli.
Il primo: le richieste arrivano e non le vedi. Compila il tuo modulo dal telefono, come farebbe un cliente, e guarda dove finisce il messaggio: capita che vada nella posta indesiderata o in una casella che nessuno legge. La prova completa, e i campi che fanno scappare chi scrive, sono nel pezzo sul modulo di contatto che nessuno compila.
Il secondo: le richieste partono dal sito ma arrivano al telefono, e nessuno chiede da dove. Per un mese, a chi chiama, chiedi come ha saputo di te e scrivilo: è l'unico modo di separare il lavoro del sito da quello del passaparola.
Se dopo trenta giorni il conto dice ancora zero, e la prova dice che il modulo consegna, la causa sta in uno dei quattro segnali sopra. Tre mesi a zero richieste non sono sfortuna né stagione: sono un sito che non lavora.

Un sito che non porta richieste non è neutro: chi lo apre e se ne va, va da qualcun altro.
Rifare tutto quasi mai è la prima mossa: quando conviene rifare il sito e quando sistemarlo dipende da quanti segnali trovi e da dove stanno. Il quadro intero sta nella guida a cosa serve al sito di un'azienda di Forlì, e come costruiamo i siti per le attività della Romagna nella pagina dedicata. Se vuoi un secondo paio d'occhi, mandaci il link del tuo sito: ti diciamo quali dei cinque segnali si vedono da fuori.
Chi ha scritto questo articolo
Luxè Agency costruisce siti e gestisce la presenza online delle attività di Forlì, Cesena e della Romagna. Scriviamo di quello che facciamo tutti i giorni: siti che devono portare richieste, non fare scena.
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